Blogorilla Sapiens – Il blog di Gorilla Sapiens Edizioni

Gorilla Sapiens Edizioni è una piccola casa editrice indipendente di Roma (sito ufficiale: www.gorillasapiensedizioni.com). Questo blog raccoglie racconti, articoli, rubriche degli autori Gorilla Sapiens.

Lezioni di filosofia applicata: Prima. Dove si dimostra che i coinquilini vivono in stato di natura.

Lo stato di natura è, come tutti i fan di Hobbes sanno, il predecessore ipotetico e la contrapposizione logica della società civile, politicamente organizzata. Se si guarda al rapporto tra coinquilini alla luce di questa contrapposizione dicotomica si scoprirà facilmente che è possibile catalogare il “coinquilinaggio” come una forma di convivenza in stato di natura e non come una comunità fondata su un contratto volontariamente sottoscritto da tutti i suoi membri.
Hobbes sottolinea come in stato di natura ogni soggetto, guidato dalle proprio egoistiche necessità vitali tenda a sopraffare gli altri esseri che lo circondano in base alla forza che riesce a esercitare, da cui la famosa definizione “homo homini lupus”. Da cui deriva non solo che l’uomo nello stato di natura è pronto a fare il male degli altri, ma anche che non è pronto a fare il bene degli altri.
Ed è appunto questo il nostro primo assioma: l’uomo in stato di natura non agisce in vista del bene altrui.

Si consideri ora quello che diceva Locke, secondo il quale, sempre nello stato di natura, gli individui (molto più civili rispetto a quelli di Hobbes) posseggono solo quello su cui agiscono, ossia che modificano attraverso il proprio lavoro. Ognuno è dunque proprietario solo di ciò che produce. Va da sé allora che, per contro, un individuo non è proprietario di ciò che non produce. Potrà sembrare banale dirlo, ma è necessario esplicitare questo punto, poiché esso rappresenta il nostro secondo assioma.

Quale ultima considerazione bisogna ricordare la teoria evoluzionista, secondo cui gli esseri viventi posti in un certo habitat tendono ad adattarsi, a livello genetico, alle differenze che si producono nell’ambiente circostante in modo da protrarre la sopravvivenza della specie. Tipo le mosche che hanno imparato a sopravvivere al DDT.

Torniamo quindi ai coinquilini e cerchiamo di applicare tutte queste teorie a un caso di vita vissuta.
Mettiamo ad esempio che alle otto di sera, di ritorno da un viaggio a Pisa, trovo il tavolo in cucina nella stessa situazione di caos in cui l’ho lasciato alle cinque di mattina per paura di perdere il treno. La scelta delle mie coinquiline di non sistemare il caos da me prodotto risponde evidentemente alle dinamiche dello stato di natura, infatti essa si spiega se si considera che:
1. le mie coinquiline non sono le proprietarie del suddetto caos;
2. le mie coinquiline non si sentono in dovere di compiere il bene altrui;
3. le mie coinquiline non hanno bisogno di intervenire in vista del loro stesso bene, forti del fatto che il proprio DNA si adatterà, a un certo punto, alla vita nel nuovo habitat.
Se invece non vivessimo nello stato di natura, magari avrei pagato una sanzione, ma la sera tutto in ordine come al solito.

*Lezioni di filosofia applicata è una rubrica di Gorilla 3.

600p

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One comment on “Lezioni di filosofia applicata: Prima. Dove si dimostra che i coinquilini vivono in stato di natura.

  1. Pingback: Lezioni di filosofia applicata: Terza. Dove si dimostra la necessità di uscire dallo stato di natura nel rapporto tra coinquilini. | Blogorilla Sapiens - Il blog di Gorilla Sapiens Edizioni

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This entry was posted on May 7, 2015 by in Lezioni di filosofia applicata and tagged , , , , , .
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