“Dopo” di Lorena Levan

Dopo aver viaggiato in treno e poi in metropolitana, dopo aver raccolto i capelli con l’elastico, dopo aver indossato i guantoni gialli e il grembiule nero sbiadito, dopo aver portato su i secchi e dopo aver portato giù la spazzatura gocciolante, dopo aver fatto la polvere su ogni singola scrivania, sui mouse, sulle tastiere e sugli schermi spenti, dopo aver aspirato i cumuli di sporcizia e dopo aver passato il mocio sul parquet, dopo aver disinfettato con la candeggina anche gli angoli più incrostati dei bagni, dopo aver grattato lo schifo dai sanitari e dopo aver lucidato gli specchi, finalmente arriva momento migliore della mia giornata: quando lascio respirare le mani raggrinzite, apro il finestrone ed esco sul terrazzo del settimo piano, in attesa che il pavimento si asciughi, mentre la brezza della sera mi rinfresca il collo sudato e il traffico del viale echeggia distante. Appoggio la schiena alla ringhiera, tiro fuori il Bic rosso dalla tasca e accendo il joint che mi ha lasciato mio figlio.

Lorena Levan

Battute: 1.014

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