“Irreparabile (III, 284)” di Giuseppe Cappitta

Ho appena visto un pettirosso sul davanzale.
Sono disteso sul letto, e mi pare di aver tanto di quel tempo a disposizione da accarezzare l’idea di leggere – finalmente – la Recherche. È lì, la vedo, in tutti i suoi sette, ammalianti, inconcepibili volumi.
Ma non è ancora il momento, mi dico. E sì, procrastinare il piacere, ogni piacere, è la condicio sine qua non perché io ne possa godere appieno.

Un istante fa ho incrociato en passant il mio riflesso, qui di fianco al letto. Poco è mancato che mi venisse un accidente: mi guardo allo specchio e stento a riconoscermi.

Giuseppe Cappitta

Battute: 571

Parole: 100 (drabble)

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