“Da un altro tempo, da un altro pianeta” di Massimiliano Maestrello

Da quando ho notato che ci sono sempre più case in vendita mi sembra di vedere un mercatino dell’usato in ogni angolo di strada. Come se i vecchi abitanti morissero e i parenti non potessero far altro che vendere tutto quello che c’era dentro quelle stanze.

Noi, in quei mercatini, ci fermiamo sempre. Ridiamo di buona parte delle cose che vediamo. Chi pagherebbe per delle testate del letto con delle acquasantiere incorporate? E per certe posate opache e punteggiate di ruggine? Passiamo in rassegna piatti, scarpe flosce, soprammobili, cappotti che puzzano di antitarma.

A volte compriamo, spinti dall’attrazione per oggetti che sembrano venire da un altro tempo, da un altro pianeta: quadretti di santi, gondole di plastica, palle di vetro con dentro una riproduzione del Colosseo. Sistemiamo tutto sulle mensole di casa.

Questa sera, in uno di quei negozietti, ho comprato una madonnina che cambia colore in base al tempo. Aspetto che mia moglie torni e la veda, ma è in ritardo e il suo cellulare è spento.

Sul divano c’è una rivista, aperta su una pubblicità di qualcosa di design. I mobili sono pochi – linee minimali, tutto pulito e lucido come in una sala operatoria. C’è un bambino che gioca con un aereo di latta e un uomo che guarda fuori da una porta finestra. Al di là del vetro un bosco, come se quella casa fosse un capanno molto elegante o una specie di bunker.

Il telefono di mia moglie è ancora spento. Mentre aspetto, la madonnina cambia gradazione di colore e annuncia pioggia.

Massimiliano Maestrello

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