“A Roma, un giardino” di Fabrizio Miliucci

Al centro c’è una specie di serra pulsante di vita animale. Una grossa locusta adagiata su uno sperone di roccia si gira e mi guarda. Sento dire da una guida (il luogo attrae il turismo alternativo) che dentro la serra si perpetua un rito sacro e ancestrale raramente monumentalizzato, riconosciuto lì nella sua profonda bellezza. Ciò che accade è la putrefazione. Nella serra la morte disfa qualcosa che poco prima era vivo. Diversi animali scorrazzano intorno sovreccitati. Vedo un serpente bianco con la testa spropositatamente grande e quasi umana strisciare a un paio di metri dai miei piedi. “Non sarà pericoloso?” domando a una signora seduta su una panchina, lei si gira e mi fa “Credo di sì”. Una donna è immersa in una vasca laterale, completamente coperta di melma verdastra, con un grosso batrace di fianco. Decido di andarmene via ma non posso.

Fabrizio Miliucci

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