“This Little Light of Mine” di Clara Cerri

La luce gialla della cucina. Resta accesa dietro il vetro smerigliato della porta perché la lampadina sta morendo e se la spegnessi comincerebbe a lampeggiare. Prima piano, poi sempre più veloce. Non si fida di lasciarci al buio. Arrivati a notte, qualcuno di buona volontà si sfila le scarpe, sale su una sedia e la svita. Ma deve essere proprio finita la giornata.
Lo so, eppure mi costa uscire e lasciarla accesa, con tutte le altri luci spente.
Questa casa è la stessa in cui vivevo da bambina, e la cucina ha conservato lo stesso tavolo rosso e le stesse piastrelle giallo pallido. Alla sera cenavamo in quella cucina squillante, solo io, mia madre, mio fratello, ed era la sola luce accesa in tutta la casa.
Così, andarmene e chiudere la porta è perdere dietro di me quella luce della sicurezza, quella che conteneva tutto l’amore della mia misura, concentrato e ristretto in un cuore che, mi dicevano, sarebbe stato sempre grande al massimo quanto il mio pugno. Pronto a disperdersi per il mondo, a rischiare di ammalarsi e morire, a non capirmi più, a non sentire la mia mancanza.
Ero ansiosa di arrivare al momento in cui la luce che resta accesa dietro il vetro sarei stata io, sarei stata per gli altri il centro del mondo buio.
Ma se me ne vado, se chiudo la porta di casa, dovrò trovare un modo di portare la luce con me.

Clara Cerri

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