“Casa” di Fabiana Castellino

«Voglio tornare a casa», grida con tutta se stessa, e non capisce perché sia così difficile trovarla, ritornare a casa dovrebbe essere semplice.
«Quale? Quale casa?» le chiedono, ma la domanda è sciocca, perché lei vuole tornare a casa sua, non c’è altro.
Le dicono «Sei già a casa tua, vedi?» ma non è la sua casa. Quelli sono letti, sedie, una massa di mobili e tappeti, non sono la casa.
C’è una medicina da prendere, deve spalancare la bocca, ma la sua è aperta da ore al richiamo di casa, così la ingoia. Scende la medicina e la casa si disgrega, evaporano le porte e il tempo vissuto si disperde. Ora le viene il dubbio che la casa non sia mai esistita. Il dubbio ha l’odore del legno bruciato, il colore calmo della cenere e il sapore aspro della medicina sulla lingua, un sogno vago di un fiammifero acceso, perché quella non era casa sua.

Fabiana Castellino

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