“Il cervo” di Veronica Baeli

Io e mio fratello stavamo a pancia in giù nella neve, in attesa.
La locandiera aveva giurato di aver visto un cervo nel bosco, e già pregustavo l’idea di un pasto caldo.
Il cibo scarseggiava da tempo. Avevo sentito che nei villaggi vicini la fame aveva portato alcuni a gesti estremi. Avevo domandato a mio fratello se anche noi saremmo finiti così. Mi aveva risposto che non dovevo pensarci. Resisteremo, aveva detto. La speranza sarà un nutrimento sufficiente. Avevo visto nei suoi occhi una luce, la certezza che sarebbero venuti tempi migliori. Non ne avevamo parlato più.
Dopo ore di attesa stavamo per arrenderci. Mio fratello si alzò in piedi, fradicio e sporco.
«Torniamo indietro» disse. Stavo per rispondere quando udii uno sparo. Cadde a terra di fronte a me. Rimasi di sasso.
Due uomini mi corsero incontro e mi immobilizzarono. Non mi opposi. Osservavo stregato la chiazza rossa e calda che si spandeva sul terreno bianco.
«Mi dispiace» disse uno. Sembrava davvero addolorato.
L’altro si assicurò mio fratello sulle spalle con una corda. Gli avvolse la testa in un fazzoletto per non sporcarsi la giacca.
«Non vogliamo farti del male» disse un terzo uomo «mancava solo un corpo per raggiungere la quota. Puoi andare via o venire con noi.»
Mi parve di cogliere l’ombra di un grande animale che correva tra gli alberi. Distolsi lo sguardo per non vedere.
Seguii gli uomini al loro villaggio.
Quella sera mangiai carne.

Veronica Baeli

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