“Senza nemmeno accorgertene” di Marco Parlato

Sei morto. Non puoi che giacere sul pavimento in graniglia. Non parlerai, non sognerai, grazie a dio non penserai più.

Sarà la mosca appena entrata dalla finestra a sbrigare le faccende tipiche della situazione: considerazioni sulla fugacità del tempo, ciò che avevi cominciato e non hai finito, e ciò che non avresti comunque finito; e sarà ancora la mosca a interpretare le tue ultime parole, bisascicate appena prima di stramazzare: tu va’… Forse un tentativo di scacciare la mosca stessa, tu va’ a chiamare un dottore, tu va’ a suonare ai vicini, oppure tu vaffanculo e fammi morire in pace. Ma più probabilmente, visto che tra le cose iniziate e non finite c’era un corso di francese acquistato in promozione, hai voluto chiudere la tua esperienza da vivo con un filosofico tout va, o con un autoironico tout va bien.

Il fatto è che l’udito delle mosche è quasi assente, e dunque, dopo una spirale in discesa dal soffitto, la mosca è atterrata sul tuo occhio vacuo e si sfrega le zampe. Ne avrà per molto.

Marco Parlato

Battute: 1.010

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