Blogorilla Sapiens – Il blog di Gorilla Sapiens Edizioni

Gorilla Sapiens Edizioni è una piccola casa editrice indipendente di Roma (sito ufficiale: www.gorillasapiensedizioni.com). Questo blog raccoglie racconti, articoli, rubriche degli autori Gorilla Sapiens.

1000 battute circa: n. 6

Con Valdemaro in casa, devo dire, la mia vita non è cambiata granché. Lui è sempre stato un tipo molto indipendente. La mattina si alza presto, beve un bicchiere di aranciata amara, mette dei cereali col latte in una tazza per Murr, che beve e sgranocchia direttamente dalla sua spalla, senza scendere e con artefatta indifferenza, che quel gattaccio non dà mai soddisfazione.
Poi esce, anzi escono, e vagabondano per la città tutta la giornata confabulando fra loro, anche se a me pare che Murr non faccia altro che ripetere catatonicamente le sue sequenze di “Miao! Miao! Miao!”, variando al massimo la durata complessiva o l’estensione di ogni singolo “Miao!”.
Credo che Valdemaro abbia sviluppato un sistema di decifrazione non dissimile da quello con cui si dà senso alle serie linea-punto del codice Morse, ma non si decide a confidarmelo.
Quando è bel tempo, comunque, i loro fitti ragionamenti, stimolati da una sollecita deambulazione del mio amico, si traducono spesso in interviste random ai passanti. Le volte che li ho seguiti un po’ appartato per non contaminare le loro abitudini, non sono riuscito a cogliere le loro domande, ma ho percepito le risposte delle persone. Ad esempio, un signore anziano, alto con un largo cappello a falde, ha detto loro con un misto di compiacenza e rammarico: – Buon uomo, mi creda, sono anni ormai che a causa della mia artrite non pratico assalti a diligenze.
Una signora elegante e ancora piacente, seppur non giovanissima, ha invece reagito menando un ceffone a Valdemaro: – Come si permette, – ha aggiunto – screanzato! Non sono mica un notista politico del “Foglio” di Giuliano Ferrara?
Una vecchietta un po’ curva ma arzilla e spiccia di modi, invece, il ceffone lo ha affibbiato a Murr, strillandogli: – Gattaccio malefico! Che il diavolo ti si porti! – Poi Valdemaro è intervenuto a neutralizzarla con delle poderose pedate alle ginocchia, dal momento che quella aveva preso Murr per la coda e si apprestava a lanciarlo in direzione di un cassonetto aperto all’angolo della strada.
A seguito di questi pedinamenti, comunque, ho deciso di parlargli. Gli ho detto, in un momento che Murr sonnecchiava col capo riverso sulla clavicola del mio amico:
– Valde, ma stai bene?
– Sì, perché?
– Non so. Sono un po’ preoccupato per te. Te ne vai tutto il giorno in giro come un vagabondo…
– Se preferisci, rimango a casa. Ho sempre desiderato tappezzare la tua cucina con la “Gazzetta dello sport” come carta da parati.
– Mmm… no. Diciamo che non è questo il punto. È che ti vedo troppo preso da quello che dice il tuo gatto. Mi sembri succube di quei “Miao!” ipnotici.
– Murr è un gatto onesto. Quello che dice, lo dice per il mio bene e io mi fido di lui.
– Non dico di no, non dico di no. Ma ho paura che a lungo andare la sua influenza possa nuocerti.
– Mmmm – fece lui molto pensieroso, tanto che abbassò la testa ed emise un gran sospiro. In quel frangente mi parve di scorgere l’occhio di Murr aperto a fessurina che rivolgeva uno di quei suoi sguardi malefici nella mia direzione.
– Vedi, – riprese – capisco la tua preoccupazione e in un certo senso l’apprezzo come sintomo del tuo affetto, della nostra amicizia. Però, davvero, non c’è nulla da temere.
Guardò un attimo verso la finestra. Poi mi rivolse di nuovo gli occhi.
– Ogni persona, credo, raggiunta l’età adulta, abbia bisogno di qualcuno o qualcosa di cui occuparsi. Spesso è la famiglia, dei figli, o dei genitori anziani, e il lavoro. E quelli che si occupano del lavoro e della famiglia si autodefiniscono “la normalità”. Ma può essere anche un hobby, un orto da coltivare, uno sport da praticare, un’arte da apprezzare, della posta altrui da spiare, ecc.. Altra sedicente “normalità”. Io ho Murr, mi occupo di lui. E lui, in un certo senso, si occupa di me. Se non avessi lui di cui occuparmi, uno come me, superata la mezza età, senza una casa, una famiglia, un lavoro, con hobby e desideri per così dire insoliti rispetto agli standard comuni, non sarebbe altro che un nome: Valdemaro.
Fece un’altra pausa, poi continuò.
– Un nome, un segno vuoto, niente di più. Potresti mai preoccuparti come fai, ed essere amico come sei, di un nome?
Lo guardai fisso un istante, poi lo abbracciai. E dissi piano:
– No.

* “1000 battute circa” è una rubrica di Leonardo Battisti.

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This entry was posted on July 2, 2015 by in 1000 battute circa and tagged , , , , , .
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