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Racconto: “Carlo Maria Dispersi – Come scrivere un manuale” di Massimo Eternauta

Carlo Maria Dispersi – Come scrivere un manuale
Introduzione di Arturo Belano

I meno esperti potrebbero pensare che per scrivere un buon manuale occorra conoscere alla perfezione la materia che si intende trattare.
Conoscerla nella sua interezza per poterla poi scomporre, frammentare nelle sue singole parti e quindi ricostruirla passo a passo, nel manuale, per farla intendere al lettore.
Ebbene, Carlo Maria Dispersi, con questa sua opera che definirei ultimativa e imprescindibile per chiunque abbia intenzione di misurarsi con l’arte della manualistica, rappresenta l’esempio vivente di quanto la precedente affermazione possa risultare falsa, o tutt’al più sufficiente ma non necessaria alla composizione di un buon manuale.
Nessuno vanta più titoli di Carlo Maria Dispersi in fatto di manualistica, nessuno può contare al suo attivo più di 700 manuali che spaziano dalla ciclistica all’astronomia, eppure, posso tranquillamente affermare, senza tema di smentita (valgano le parole dello stesso Carlo Maria Dispersi in appendice al suo Costruirsi un deltaplano con la carta riciclata) la totale ignoranza dell’autore rispetto a ogni materia da lui trattata. Per scrivere il perfetto manuale non occorre dominare la materia che ci si accinge a descrivere ma essere in grado di fantasticarla e manipolarla al punto che qualsiasi lettore vi si possa accostare e, convincendosi di capirne la tecnica, farla propria con successo.
Carlo Maria Dispersi non è mai andato oltre il settimo piano dell’abitazione del fratello: quella dei trenta metri, si può dire, è la massima vetta da lui raggiunta, ma ciò non gli ha impedito di scrivere Come scalare l’Everest in dieci semplici passi.
Quest’opera rappresenta un punto inarrivabile per la manualistica mondiale e poco importa se quella spedizione di alpinisti della domenica, partita alla volta dell’Himalaya portando con sé come unica guida il prezioso manuale non abbia più fatto ritorno, quando migliaia di persone (152.000 copie vendute in 24 edizioni) hanno potuto credersi capaci di riuscire in tale impresa restandosene, comodamente, a casa propria con il conforto di un eccellente manuale tra le mani.
Bisogna ammetterlo, ci troviamo di fronte a una mente eccezionale, il padre di una rivoluzionaria concezione della manualistica.
A conforto di questa affermazione potrei citare numerosi esempi pescando semplicemente a caso tra la sterminata opera di Carlo Maria Dispersi, ma correrei il rischio di annoiare il lettore tentandolo a saltare a piè pari questa modesta introduzione che ho l’onore di redigere per immergersi, finalmente, nella lettura di questo meraviglioso testo.
Concedetemi però di concludere ricordando il manualetto Come ottenere il vuoto pneumatico all’interno di un qualsiasi recipiente con una semplice cannuccia.
Questo pamphlet, grazie alla generosità dell’autore che non chiese alcun compenso per i diritti all’editore, venne allegato, in omaggio, al n.32, xx anno, del periodico settimanale L’arte dell’uncinetto secondo me. Si tratta di un’opera che possiamo definire unica anche grazie alle meravigliose illustrazioni incluse, per mano dello stesso Dispersi: vere e proprie opere d’arte che, a detta dei critici, rappresentano l’anello di congiunzione tra il Cubismo e il Dadaismo e rendono il testo inintelligibile anche all’hobbista più esperto.
Prendiamo ad esempio i primi cinque capitoli dedicati a come costruirsi una vera cannuccia di plastica nel caso se ne fosse sprovvisti (eroico!) e i due capitoli successivi su come personalizzarla rendendola unica (qui andiamo veramente Oltre il mero genere della manualistica, toccando vette altissime); ebbene, provateci pure a costruire questa cannuccia facendovi guidare dalle bellissime illustrazioni e vi renderete conto che è semplicemente impossibile, ma avrete coltivato un sogno!
Oggi, tutta l’esperienza e la sapienza di Carlo Maria Dispersi viene da lui generosamente offerta in questo prezioso libro destinato a diventare un classico nel settore e che voglio definire il Manuale dei Manuali!
Buona Lettura.

Arturo Belano

(di Massimo Eternauta)

turchese

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This entry was posted on June 10, 2015 by in Racconti and tagged , , , , , , , .
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