Blogorilla Sapiens – Il blog di Gorilla Sapiens Edizioni

Gorilla Sapiens Edizioni è una piccola casa editrice indipendente di Roma (sito ufficiale: www.gorillasapiensedizioni.com). Questo blog raccoglie racconti, articoli, rubriche degli autori Gorilla Sapiens.

1000 battute circa: n. 4

E niente, Valdemaro è stato sfrattato e si è trasferito da me. Ci ha messo tre anni per fare il trasloco. Noi amici sempre a dirgli “dai, Valde, fatti dare una mano, ti aiutiamo a inscatolare le videocassette di Esploriamo il corpo umano, ti prestiamo un furgone per portare tutti in una volta i numeri arretrati di Sardine e maglioncini, la tua rivista preferita di uncinetto e marinatura di alimenti”, ma niente. Io mi ero perfino offerto di caricarmi a spalla tutti quei volumoni che di tanto in tanto scartabella per compilare le voci di Disney Wiki, il Wikipedia dei personaggi di Walt Disney.

Ma lui, ostinato, ha insistito a traslocare portando una cosa al giorno. Il suo padrone di casa, d’altro canto, non se la sentiva di mettergli fretta. Già gli sembrava tremendamente ingiusto doverlo sfrattare. Valdemaro, infatti, era l’inquilino/affittuario perfetto: puntuale nei pagamenti, pulito, calmo, con la fedina penale a posto, attento a non lasciar sedimentare sporcizia negli interstizi delle piastrelle del bagno, ecc.. Ma ormai l’intero palazzo era esasperato per la sua gentilezza. Nessuno più sopportava di essere aiutato a portare le buste della spesa su per le scale, cosa che lui puntualmente si offriva di fare. Nessuno poteva più soffrire quel suo stare col portone aperto per ore ad aspettare lieto che gli altri inquilini uscissero o rientrassero, intenti alle loro faccende quotidiane, per poter loro augurare il buongiorno o congedarli con un mellifluo “buona serata, a domani”.

Era diventato pesante, devo ammetterlo anch’io che gli voglio un bene dell’anima. Tutto sommato, però, sono contento che venga a stare da me. Ci sarà da ridere, come ai vecchi tempi: bere insieme bevande spiritose alla sera tardi davanti alla tv, cenare con soli contorni, trascorrere intere giornate nella camera oscura a marinare sardine con solventi fotografici, ecc..

Una cosa soltanto mi preoccupa: il gatto di Valdemaro, Murr. Murr è un gatto particolare. Da cucciolo viveva in campagna, in un immenso campo di un contadino che possedeva tre cani, i quali esercitavano sul povero felino un costante e psicologicamente devastante bullismo canino. Il contadino, per preservare Murr, gli fece allora un trespolo apposito a metà del tronco di un grosso ciliegio presso il quale il micio potesse rifugiarsi ogni qual volta i tre canidi sgherri lo avrebbero rincorso.

L’ossessione dei cani per il gatto divenne, se possibile, ancora più feroce e maniacale, tanto che quello non faceva in tempo a poggiare la zampa sul ciliegio, appena oltre il trespolo, che subito uno dei tre bulli sbucava da dietro qualche cespuglio pronto a rampognare Murr con un carico di legnate a zamrovescio. Murr, a quel punto, si decise a non scendere mai più dal trespolo, e così rimase per anni. Il contadino gli portava da mangiare e, d’inverno, qualche coperta per ripararsi.

Valdemaro si era convinto che il gatto avesse assunto, attraverso quel distacco dalla realtà terrena e quella particolare angolazione d’osservazione del mondo, una saggezza inenarrabile. Cosa del resto confermata, a suo dire, dalla placidezza con la quale il gatto, ogni qual volta un essere umano si avvicinava, anche per caso, al suo trespolo, si sporgeva col musetto e a occhi sbarrati attaccava a neniare un monocorde e ritmico: “Miao. Miao. Miao. Miao. Miao. …”, finché il visitatore non si allontanava. – Vedi –, mi diceva Valdemaro a questo proposito, – ha una buona parola per tutti. Una saggia e giusta parola.

Io, naturalmente, ero scettico, e a dire il vero anche un po’ inquietato dallo sguardo spiritato del gatto, ma non ho mai pensato di confessare queste cose a Valdemaro, il quale, invece, estasiato da Murr, se lo fece dare dal contadino e iniziò a portarlo sempre con sé, su di una spalla, e a tenere in grande considerazione i suoi “Miao. Miao. Miao. …” nel giudicare le persone che incontrava.

Ora che Valdemaro viene a stare da me, non so bene come comportarmi con Murr, che tra l’altro si è fatto vecchio ed è diventato asmatico e spelacchiato. Ho provato, con circonlocuzioni che non urtassero la sua sensibilità, a esporre questi miei dubbi a Valdemaro, il quale, sornione come sempre, mi ha risposto:

– Tranquillo, tu e Murr diventerete grandi amici.

* “1000 battute circa” è una rubrica di Leonardo Battisti.

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This entry was posted on June 4, 2015 by in 1000 battute circa and tagged , , , , , , .
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