Blogorilla Sapiens – Il blog di Gorilla Sapiens Edizioni

Gorilla Sapiens Edizioni è una piccola casa editrice indipendente di Roma (sito ufficiale: www.gorillasapiensedizioni.com). Questo blog raccoglie racconti, articoli, rubriche degli autori Gorilla Sapiens.

1000 battute circa: n. 3

Molte persone si accorgono di invecchiare dall’aspetto fisico che cambia: le rughe, i capelli bianchi, il tatuaggio che si screpola come un mosaico antico di cui si sono perse o scolorite le tessere. Altri dalla memoria corta che si slabbra, dall’arguzia che si diluisce in qualche parola di troppo, dalla brillantezza del pensiero che si opacizza nell’incompatibilità tra il bisogno di un respiro mentale sempre più lungo e la necessità di tempi di reazione sempre più immediati.
In tanti, invece, non se ne accorgono. Non si possono permettere di perdere tempo a pensare al tempo che passa. Alle ricorrenze, compleanni, capodanni, anniversari, esorcizzano la cosa con una bella sbronza. Come criticarli?
Io, fra le altre cose, mi accorgo di invecchiare per via del fatto che mi stupisco sempre meno. Non parlo delle cose belle, quelle mi stupiscono ancora. A mio avviso, l’essere stupefacente è condizione necessaria, anche se non sufficiente, della bellezza. Parlo delle cose brutte, fastidiose, parlo in generale della stupidità. Ecco, la stupidità non mi stupisce più.
Pensando a questa cosa l’altro giorno, ne ho parlato col mio buon amico Valdemaro.
– Valdemaro, devo confidarti una cosa.
– Spara.
– Non mi stupisco più.
– Bu!
– Uh! Mi hai fatto paura.
– Volevo metterti alla prova.
– Okay, ma quella è paura, non stupore.
– Questioni da sofista.
– Non direi. Ma comunque, volevo dire, non mi stupisco più delle cose stupide.
– Stupido è chi lo stupido fa.
– Come, scusa?
– Volevo metterti alla prova.
– Ecco appunto. Hai detto una cosa stupida, e non mi sono stupito.
– Ti capisco. Il mondo è pieno di cose stupide.
– Tipo?
– Che ne so… La scritta “il fumo nuoce gravemente alla salute” sui pacchetti di sigarette…
– Già.
– I programmi in tv…
– Vero.
– Le hogan…
– Sì, hai afferrato il concetto.
– E allora?
– Allora cosa?
– Qual è il tuo problema?
– Non lo so… Il fatto che la stupidità non mi stupisce più mi fa sentire vecchio.
– Lo sei.
– Grazie. Ma esserlo non è come saperlo. Saperlo è peggio.
– Vero. Mi sembra un problema inutile il tuo.
– In che senso?
– Nel senso che non desta particolare preoccupazione. Almeno, non più dei miei problemi…
– Tipo?
– Tipo il fatto che rubo le ostie in chiesa perché non ho soldi per comprare il pane carasau che mi piace tantissimo.
– Okay, ma ti ricordo che non siamo qui per parlare dei tuoi problemi.
– Hai ragione, scusa. Comunque, non è l’abitudine alla stupidità che deve preoccuparti.
– Ah no? E cosa, allora?
– Non so… L’abitudine a cose molto più comuni della stupidità… Tipo la morte.
– La morte?
– Sì, la morte. È comunissima.
– In che senso?
– Guardati attorno. Si muore tutti i giorni. Gente che conosci, gente che non conosci. Persone lontane, vicine, intermedie, per cause naturali, disastri, incidenti, equivoci, sesso estremo, malnutrizione, guerre, festival di Sanremo…
– Okay okay, ho capito.
– E poi, se ci pensi bene, i morti sono infinitamente di più degli stupidi.
– Dici?
– Certo. Anche gli stupidi morti sono prima di tutto morti, quindi non puoi conteggiarli fra gli stupidi. Uno stupido, se è morto, non ha più occasione di fare lo stupido.
– Vero. È che a primo acchito non si direbbe…
– Beh, i morti non vanno in giro a mettere in mostra la loro morte. Gli stupidi invece sì. La morte è così comune che passa inosservata.
– Anche la stupidità è comune.
– Vero, ma è un fatto di percezione. La stupidità è più eclatante e ha più visualizzazioni su youtube, quindi sembra di più.
– Direi che in quanto a visualizzazioni e like in giro per internet, morte e stupidità se la battono.
– Va bene, ma la stupidità, quando non è inutile, fa dei danni tangibili, talvolta enormi. La morte, invece, anche se può far male, non è mai inutile: è per via della morte che il tempo che passa non passa mai invano.
– Mmm… può essere… Ma qual è il punto? Mi sono perso.
– Il punto è che la morte, anche se forse è la cosa più comune che esista al mondo, non deve non-stupirti.
– Eh?
– Voglio dire, se la morte ti stupisce, è un buon segno. Se non ti fa più quell’effetto, se ti ci abitui, allora sei vecchio.
– Non so se mi hai convinto.
– Fidati. Guarda me, mi sento un ragazzino.
– Vero, ti tieni bene, hai un bello spirito. Ho sempre voluto chiedertelo: “qual è il segreto della tua giovinezza?”.
– Semplice. Io non ho l’abitudine di morire.

* “1000 battute circa” è una rubrica di Leonardo Battisti.

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This entry was posted on May 21, 2015 by in 1000 battute circa and tagged , , , , , .
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