Blogorilla Sapiens – Il blog di Gorilla Sapiens Edizioni

Gorilla Sapiens Edizioni è una piccola casa editrice indipendente di Roma (sito ufficiale: www.gorillasapiensedizioni.com). Questo blog raccoglie racconti, articoli, rubriche degli autori Gorilla Sapiens.

I libri che mi hannno cambiato la vita: # 4 La roba (Giovanni Verga)

Non è che mi abbia cambiato granché la vita. Anzi, sono certo che, per quanto mi riguarda, nessun libro possa cambiarmi la vita, se non un libretto di risparmio con particolari requisiti.
Tuttavia per la rubrica serviva un titolo che un mio amico milanese definirebbe catchy. In questo caso, come se non bastasse, il libro non esiste, trattandosi di una novella singola.
Pare che il destino della parola roba sia creare equivoci.
Una volta ero di ritorno da un viaggio in treno. Alla stazione Termini il mio sguardo incrociò gli occhi di ossidiana con i quali un pastore tedesco dell’antidroga squadrava i passanti. Ero sottovento, o meglio sotto la corrente che si crea davanti ai tornelli della metropolitana. Insomma, il pastore tedesco cominciò a tirare nella mia direzione.
«Buongiorno», disse il carabiniere.
Ci sono momenti in cui la verità, proprio perché semplice, è difficile da spiegare.
In treno una signora mi aveva chiesto di guardarle Carlotta mentre lei andava in bagno. La piccola Yorkshire, potevo capirlo, era insofferente alla gabbietta da viaggio e, ben capendo la mia preparazione nulla nel fargli la guardia, caricò in modo da spalancare l’apertura usurata della gabbietta e scorrazzare tra i sedili.
Interruppi la sua fuga agguantandola meglio di un giocatore di rugby con il pallone ovale. Fortunatamente a Carlotta era bastato il brevissimo momento di libertà. Così, con il beneplacito della padrona tornata dal bagno, con il beneplacito falso del sottoscritto, trascorse il viaggio rimanente sulle mie gambe.
Sul momento mi parve complicatissimo raccontare la storia al carabiniere, vittima anche del banale timore di oltraggiare la sua professionalità, e quella del cagnone addestrato.
Dunque mi limitai a salutare.
«Può aprire lo zaino?»
La situazione si sarebbe risolta in fretta. Il bagaglio era minimo, tant’è che sospirai ad alta voce:
«Fortuna che ho poca roba!»
Il suolo si squarciò ed ebbi modo di osservare l’inferno.
Se avevo trovato ostico raccontare dell’odore di Carlotta sui miei vestiti, spiegare l’equivoco linguistico mi apparve impervio quanto ottenere un prestito dalla banca.
Nello zaino non avrebbero trovato nulla, ma quella affermazione svampita – maledetto me! – gravava su di me.
Già mi vedevo sul pavimento a fare flessioni. Di solito è così che cercano di stimolare l’intestino dei trafficanti. E dire che una decina di flessioni non mi spaventavano. Il terrore era poggiare le mani sul pavimento della stazione Termini.
Vuotai lo zaino sotto il muso pacioso del pastore tedesco. Non riuscivo a biasimarlo. Tutto il giorno al guinzaglio, costretto a ignorare i suoi simili a poche zampate e lui che vorrebbe mettere il naso sui loro culi.
Quando si era accorto che portavo l’odore di Carlotta aveva ben pensato di camuffare da momento di lavoro la sua curiosità canina. Come gli impiegati che a guardarli sembrano compilare ostici form elettronici, mentre sullo schermo hanno il solitario.
Mi vedevo già in mutande a imitare Richard Gere nel fango. Per fortuna l’interesse del pastore tedesco era scemato.
Yorkshire casalingo, bah! Avrà pensato.
Di conseguenza, tra cane tranquillo e zaino pulito, i carabinieri frenarono l’entusiasmo dell’investigazione.
«Ha un cane?» domandò uno dei due.
Diventò facilissimo, allora, raccontare del viaggio in treno.

* “I libri che mi hanno cambiato la vita” è una rubrica di Marco Parlato.

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